E’ semplicemente patetico ascoltare in questi giorni il presidente del Senato Schifani chiedere che “si faccia immediata chiarezza sulla decadenza o meno a senatore di Di Girolamo”, il parlamentare pdl accusato di reati che vanno dall’associzione criminale, truffa, riciclaggio al non avere mai avuto i requisiti necessari per essere eletto nel collegio Europa. La chiarezza che oggi Schifani invoca doveva gia’ esser fatta il 29 gennaio 2009, oltre un anno fa (!). Quel giorno il Senato, con i voti della maggioranza di centrodestra e pezzi di certa cosiddetta opposizione, respinse la richiesta di annullamento dell’elezione di Nicola Di Girolamo proposta all’unanimita’ dalla giunta delle Elezioni e delle Immunita’ Parlamentari. Nelle cronache di allora non vi e’ traccia degli appelli alla chiarezza di Schifani. Ricordiamo invece bene le vive proteste dei parlamentari dell’Italia dei Valori contro la decisione dell’Aula.
Gia’ nell’autunno del 2008 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma chiedeva infatti gli arresti domiciliari del parlamentare del pdl. Cosi’ recitava la richiesta fatta alla Giunta del Senato: vi e’ “l’esistenza di gravissime irregolarità e condotte illegali in ordine alla presentazione della candidatura alla carica di senatore della Repubblica dello stesso Di Girolamo nell’ambito della Circoscrizione Estero, Ripartizione Europa. In particolare il Di Girolamo avrebbe effettuato la richiesta di iscrizione all’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti Estero), presso il Consolato italiano di Bruxelles, ottenendola illegalmente senza aver conseguito l’effettiva residenza in quel Paese. Il Di Girolamo si sarebbe così presentato nelle ultime elezioni politiche, Circoscrizione Estero – Europa, in assenza di uno dei presupposti previsti dalla legge per essere candidato, in quanto privo della residenza all’estero richiesta dall’articolo 8, comma 1, lettera b), della legge 27 dicembre 2001, n. 459.”
Le cose erano gia’ chiarissime. Non per Schifani e il centrodestra si direbbe. Ci domandiamo allora come mai oggi il presidente del Senato sembri essersi improvvisamente accorto del “caso” Di Girolamo? Semplice: con le recenti accuse di essere organico alla ‘ndrangheta, oggi Di Girolamo non e’ piu’ difendibile.
Ed ancora, e’ paradossale ascoltare il coro dello stato maggiore del pdl gridare allo scandolo e marcare la distanza da Di Girolamo. Piccolo dettaglio: sono proprio questi signori che lo hanno prima candidato e salvato in Senato poi. Poco importa se con la candidatura di questo personaggio il pdl ha screditato il Parlamento, consentendo ancora una volta ad una persona oggi accusata di legami organici con il crimine organizzato di diventare rappresentante del popolo italiano. Ci auguriamo che giustizia sia fatta quando forse gia’ settimana prossima il Senato sara’ chiamato a pronunciarsi nuovamente sull’annullamento dell’elezione di Di Girolamo cosi’ che la legalita’ almeno in questo specifico caso sia ripristinata. Se cosi’ avverra’ pero’ non sara’ per l’attivismo del presidente del Senato ma per la pressione dell’opinione pubblica che e’ ormai disgustata da questa vicenda.


cosa vi potete aspettare da un uomo che ha avuto commistioni con la mafia’ e dalPDL (Partito dei Leccaculo) cosi intriso di mafia e di corruzione, come colui che l’ha fondato.Rovesciam merdusconi col voto e poi l’Italia ritornerà nel novero dei paesi civili.
Ma prima di tutto smettiamo di bisticciare tra di noi per questioni di lana caprina.