Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ha rilasciato quest’intervista in esclusiva al blog dell’Italia dei Valori del Regno Unito. Le sfide per il 2010 saranno tante ed importanti e l’IDV, vera forza di opposizione, fara’ la sua parte senza se e senza ma e certamente senza inciuci (!). Anche noi dalla Gran Bretagna continueremo a batterci per sensibilizzare gli Italiani all’estero e l’opinione pubblica britannica circa la grave situazione politica italiana.
La ringraziamo per il suo preziosissimo tempo e le chiediamo: quale è il suo messaggio agli italiani all’estero?
A proposito dei cittadini italiani residenti all’estero: l’IdV li considera italiani come i loro connazionali che vivono nel Paese e sempre avrà un orecchio attento alle esigenze e ai bisogni che ci invieranno. Soprattutto lavoreremo affinché non debbano vergognarsi di essere governati da un esecutivo e da un premier che li espongono, spesso e purtroppo, al ridicolo internazionale. Coppole, leggi ad personam, provvedimenti economici discutibili (che non rispondono alla crisi in atto ma che introducono lo scudo fiscale), leggi razziste forti con i deboli e deboli con i forti, misure che cercano di azzerare il lavoro autonomo di informazione e magistratura (dal ddl sulle intercettazioni al processo breve passando per la costante pressione sui media) non sono nel mondo un bel biglietto da visita per il nostro paese.
Sulle idee di quali personalità IdV basa e sviluppa le proprie proposte in tematiche quali ambiente, agricoltura, sanità, economia e istruzione? Ci sono all’interno del partito degli esperti in materia a cui si fa riferimento?
Il partito dell’Italia dei Valori è cresciuto molto arrivando all’8% nelle ultime elezioni europee e per questo ha scelto la strada di una maggiore strutturazione, territoriale e tematica. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, l’esigenza è stata quella di offrire un programma alternativo di governo che passasse per la copertura di una serie di tematiche sentite come urgenti dal paese: lavoro, giustizia, Sud, economia, diritti. Sono nati per questo una serie di dipartimenti tematici, con al loro interno delle sezioni dipartimentali, che hanno elaborato le loro proposte sulle singole materie di competenza, contribuendo ciascuno a formulare appunto il programma alternativo di governo. Sul sito www.italiadeivalori.it si può trovare ogni riferimento ed è consultabile anche il programma in dieci punti che abbiamo presentato nel nostro ultimo appuntamento di Vasto. Chiamati a guidare queste realtà del partito sono stati diversi esponenti che da sempre si sono occupati delle materie e delle tematiche a cui il loro dipartimento o la loro sezione afferisce. Probabilmente altri ne nasceranno, se ce ne sarà bisogno, ma credo che fin qui la copertura assicurata e il lavoro svolto siano stati positivi. L’IdV dispone infatti di un programma completo che giudico all’altezza della sfida di governo, e che resta democraticamente “aperto” e “partecipato”: i cittadini possono tramite il sito del partito inviare suggerimenti e dare l’apporto che ritengono necessario. Chi meglio di loro, infatti, può sapere quali sono le esigenze e i bisogni del Paese?
Si ha spesso l’impressione che l’Italia e l’Europa abbiamo un rapporto a due facce. L’Italia è spesso sottoposta alle critiche degli altri paesi membri ma contemporaneamente sembra che ci sia la consapevolezza che non potrebbe esistere un’Europa senzo lo stivale. E proprio in Europa l’IdV è nel gruppo dei partiti liberal democratici, che raggruppa formazioni prevalentemente moderate. Quali saranno le prossime azioni del suo partito al Parlamento europeo sul problema della libertà di espressione in Italia dopo la bocciatura della relativa mozione presentata dal gruppo ALDE il 21 ottobre? Si prevedono altre iniziative o campagne, sempre a livello europeo?
Innanzitutto va detto che nonostante la bocciatura della mozione, di cui l’IdV e l’Alde sono stati promotori convinti, quell’azione parlamentare europea resta un’eredità preziosa per il futuro, che va capitalizzata al meglio. E’ stata infatti un’occasione per portare l’anomalia italiana in materia di comunicazione all’attenzione dell’Europa e del parlamento comunitario, cosicché il conflitto di interessi da parte del presidente del Consiglio italiano è stato (ancora una volta per altro) sotto gli occhi internazionali che certo, meglio di quelli nostrani, comprendono la gravità della situazione che viviamo. Cercheremo per questo di lavorare perché sia approvata una direttiva contro la concentrazione monopolistica dei media e contro ogni forma di conflitto di interesse che questa concentrazione determina, esercitando tutta la pressione del nostro eurogruppo sui nuovi commissari e sulla nuova Commissione che si attiverà da gennaio. Questo mi sembra un primo importante passaggio. Non verrà ovviamente meno da parte dei nostri europarlamentari l’impegno a denunciare la situazione italiana in ogni contesto europeo, istituzionale o meno, come fatto comunque fino ad oggi.
Gli italiani che vivono all’estero hanno spesso la sensazione di essere considerati scomodi dai governi italiani. Ne è un esempio l’annunciata chiusura di 18 sedi consolari e il declassamento di 4 consolati generali in Europa e nel mondo decisa dal governo Berlusconi. Ma chi ha lasciato il proprio paese è spesso proprio colui che più lo ama perché lo rimpiange: cosa possono fare gli italiani residenti all’estero, a parte votare, per risollevare la situazione italiana?
L’emigrazione è fenomeno tipico e storico del nostro Paese, per cui credo sia opportuno che le nuove generazioni di italiani emigrati conservino il senso della propria tradizione e della propria storia. Il sentimento verso le proprie radici patrie, familiari, nazionali. Le scuole italiane all’estero, concepite non come nicchie o riserve di auto-esclusione, ma come valorizzazione di un patrimonio prezioso che non si perde con l’integrazione in un nuovo paese, devono ovviamente essere sostenute. Mi risulta e mi preoccupa, purtroppo, questa mancanza di fondi e questo ritardo nel riconoscerli, perciò l’IdV si batterà nelle sedi opportune sul tema. E’ un impegno di cui mi faccio promotore e credo non potrà che interessare anche loro.
Resto comunque convinto che ciascuno di voi debba essere l’ambasciatore del proprio Paese all’estero. Le vostre case delle sedi diplomatiche dove conservare e condividere i valori della nostra cultura. La vostra voce quella di chi non si arrende e lotta contro i luoghi comuni per dare un’immagine migliore dell’Italia anche per chi non la conosce e non l’ha mai visitata.
Colgo l’occasione per augurare a tutti voi un buon Natale e felice anno nuovo.


Carissimo Antonio, in occasione del S Natale, colgo l’occasione per farti giungere
i piu’ sinceri auguri festivi, e di un glorioso 2010, a te e tutta la squadra dell’Italia dei Valori,da me e tutta la mia famiglia, e tanti Italiani che io rappresento, mi raccomando, continua sempre cosi’ per la via della legalita’, e dell’onesta’….e senza compromessi con nessuno, solo cosi’ ci sra’ tanta e tanta gente che lo seguira’…..BUON NATALE A TUTTI…E FELICE ANNO NUOVO.
Mario Schipani, PETERBOROUGH…UK.