Ieri sera, giovedi’ 2 luglio 2009, Luigi De Magistris ha partecipato ad un incontro dibattito al King’s College su “Il caso Italia e la legge sulle intercettazioni”
Piu’ di 300 italiani di tutte le generazioni hanno partecipato all’incontro. C’era chi e’ a Londra da 45 anni e chi da pochi mesi. Mettere assieme un tale numero di italiani in terra straniera e per una conferenza politica, e’ un risultato senza dubbio sopra ogni aspettativa.
Due ore intense ma anche gradevoli, volate tra considerazioni, aneddoti, domande e risposte, in un’aula in cui la temperatura saliva sempre piu’ rendendola sempre piu’ simile a una sauna.
Si e’ cominciato con una breve introduzione su De Magistris, magistrato per 15 anni, da marzo candidato con l’Italia dei Valori, appena eletto euro-parlamentare. L’analisi di De Magistris sulla situazione italiana e’ cominciata dalla sua vicenda personale: perche’ gli e’ stato impedito di fare il suo mestiere, un lavoro che aveva sempre sognato e che si era meritato? A causa delle sue indagini si aspettava indifferenza magari, ma ha avuto opposizione. Perche’ il suo lavoro era cosi’ scomodo? e a chi dava fastidio?
La risposta di De Magistris e’ un”analisi complessa del caso Italia.
Dal ‘92, ‘93, ovvero dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio, la mafia ha cambiato strategia: ha seguito l’esempio della ndrangheta e anziche’ opporsi militarmente allo Stato ha cominciato a penetrare le istituzioni. Al momento c’e’ un processo a Palermo per capire proprio cosa successe in quegli anni, come sono cambiati i rapporti di potere e che trattati ci sono stati tra politici e mafiosi. Adesso la mafia per riciclare denaro sporco e aumentare i suoi affari offre servizi, ad esempio nel ciclo dell’edilizia o dei rifiuti tossico-nocivi. De Magistris ha dato esempi molto concreti di cosa significhi tutto questo. Ad esempio a Crotone la criminalita’ smaltiva l’amianto nella costruzione delle scuole. Come lo si e’ scoperto? perche’ e’ stato riscontrato un aumento della leucemia infantile. In un altro caso poi si e’ scoperto che piu’ di 30.000 tonnellate di ferriti di zinco (altamente tossico) provenienti dall’Emilia Romagna venivano interrate in Calabria, nella zona dove vengono prodotti i clementini.
L’analisi e’ proseguita. Adesso i mafiosi sono istruiti, vanno all’estero, ma la cosa fondamentale e’ sempre la stessa: il controllo del denaro pubblico. Soprattutto al sud controllare dove va il denaro pubblico significa controllare l’economia, controllare l’economia significa controllare il lavoro, che a sua volta significa controllare la vita delle persone e quindi il voto. Controllare dove va il denaro pubblico significa quindi controllare tutto. Nelle sue indagini infatti si e’ reso conto che cambiavano le societa’ ma le persone erano sempre le stesse. Andando a vedere i rapporti tra pubblico e privato, nel pubblico si trovavano le stesse persone indagate da mani pulite, ma quello piu’ o meno ce lo si aspettava. La sorpresa era nel privato dove si trovava ad esempio il nipote di un magistrato, o il parente di un poliziotto. La confusione tra controllore e controllato era sorprendente … classico esempio di conflitto d’interessi …
Un esempio: l’emergenza ambientale in Calabria. Un tizio su cui De Magistris indagava, un ingegnere edile, a Roma faceva parte del gruppo che decideva dove mandare i finanziamenti, parte dei quali venivano destinati in Calabria. In Calabria lo stesso tizio era nella giunta che decideva a quali societa’ affidare gli appalti. Stranamente gli appalti venivano dati a societa’ che erano controllate da parenti, amanti, ecc del solito tizio. Ed il tizio, essendo ingegnere edile, era anche direttore ai lavori di quelle societa’. Ad un certo punto tutto cio’ sembrava eccessivo e si e’ voluto organizzare un organismo di controllo. Chi era a capo dell’organismo di controllo? Lo stesso tizio!! Impressionante. Ma anche classico: non e’ vero che non c’e’ chi denuncia i crimini, quel che e’ vero e’ che se anche qualcuno denuncia, i criminali sanno che chi denuncia verra’ neutralizzato. Questi conflitti d’interesse sono dappertutto. Berlusconi di suo e’ il conflitto d’interessi fatto persona, ma anche la destra in genere e la sinistra ne sono piene , e questo e’ il motivo per cui quando la sinistra ne ha avuto la possibilita’ non ha risolto la questione del conflitto d’interessi.
Quindi dal ‘92 ‘93 la criminalita’ si e’ infiltrata a tutti i livelli istituzionali, e i conflitti d’interesse sono molteplici. Come si esce da questa sitazione? secondo lui se ne esce affrontando due grandi emergenze: una culturale e una morale. Per questione culturale intende il fatto che dagli anni ‘80 la TV ha modificato i valori, quel che conta e’ il consumismo sfrenato, il profitto, il grande fratello, le venline. Serve una rivoluzione culturale, ma come attuarla (gli hanno chiesto in seguito)? ad esempio usando altri mezzi di comunicazione (internet), andando nelle zone degradate, nelle scuole (come fa lui) a informare e far riflettere le persone. Per la questione morale invece serve una nuova classe dirigente, con un rapporto piu’ stretto tra votanti e chi li rappresenta, prendendo a modello la polis ateniese.
Il messaggio principale e’ stato: non e’ piu’ sufficiente fare onestamente il proprio lavoro. Ci vuole di piu’: bisogna partecipare attivamente, collettivizzare il dissenso, opporsi alla narcotizzazione delle coscienze. Deve crescere la consapevolezza, perche’ allora le persone si arrabbiano e reagiscono e possono ribaltare anche i regimi. Come se ne e’ accorto? Sempre durante le sue inchieste giudiziarie. A settembre-novembre del 2007 le inchieste andavano benissimo, le persone denunciavano, avevano fiducia nelle istituzioni, pero’ quelle inchieste stavano dando fastidio a qualcuno. In pochi giorni furono raccolte 100.000 firme perche’ lui non fosse trasferito. Il giorno che l’ha saputo e’ tornato a casa la sera e ha detto alla moglie “stavolta mi trasferiscono davvero”. E cosi’ e’ successo. Perche’ quello che dava fastidio era che le persone stavano prendendo consapevolezza.
Basta cosi’? no, l’analisi non e’ finita qui. De Magistris ha sottolineato come si sta attuando un disegno (che era quello della P2 di Licio Gelli) di smantellamento dello stato e aumento dei poteri del presidente del consiglio. E’ un processo che parte da scuola, universita’, ricerca (il che serve anche a narcotizzare ulteriormente le coscienze), ma passa anche per la privatizzazione della sicurezza, con l’istituzione delle ronde. Infatti a Gela, a Napoli, in altri posti dove e’ gia’ da ora difficile opporsi alla criminalita’ chi fara’ parte delle ronde? I criminali. Il problema della sicurezza si risolve dando soldi e personale alle forze dell’ordine, e alla magistratura, non togliendo soldi alle forze dell’ordine e dandoli ai militari o istituendo le ronde. Anche affidare la sicurezza cittadina ai militari e’ grave perche’ diventa normale vedere i militari per le strade e ad alcuni potrebbe anche venire in mente di usare l’esercito per reprimere opposizioni pacifiche, come avviene nei regimi. E in questo disegno di smantellamento dello Stato si inserisce anche la legge sulle intercettazioni, che togliera’ mezzi d’indagine fondamentali alle forze dell’ordine e ne impedira’ la pubblicazione indebolendo il quarto potere.
Ha concluso con delle parole del suo amico Borsellino: occorre fare una “resistenza costituzionale”.
Un altro messaggio anche importante e’ che bisogna cambiare classe dirigente, avere un contatto piu’ diretto con le persone, e per lui si vede che non sono solo parole. Lo dimostra il fatto di aver partecipato a questo incontro. Ha detto anche di essere interessato a ricevere proposte, perche’ non metterlo alla prova? Perche’ non mandargli proposte? Perche’ non dirgli cosa ci si vorrebbe sentir dire da un politico e cosa gli si vorrebbe veder fare?
Se non si affrontano le questioni morale e culturale, e’ davvero possibile migliorare le cose in Italia? Come?
LM
